La porta verde

In fondo al giardino l’ingresso secondario era protetto da una porticina in legno verde che dava libero accesso alla campagna. La porta era sempre rigorosamente chiusa a chiave. Difficile era recuperarle. Per noi era diventata una sfida scoprire dove si trovassero e, soprattutto, come impossessarsene…la aprivamo e via, tutto un mondo da scoprire… 

E’ aprendo quella porta che il lettore potrà avventurarsi non solo nella vita giovanile dell’autrice, ma anche, e soprattutto in quella della generazione nata nel dopo-guerra e cresciuta negli anni del “miracolo economico”. Sono le descrizione dei personaggi, degli ambienti , delle situazioni, quasi tutte divertenti che fanno emergere il mondo degli anni ’50 e ’60 che riaffiora in tutta la sua vivezza. 

L’ingresso secondario della casa diventa, così, la metafora della vita giovanile, dominata dal bisogno di esplorare, conoscere, uscire dal nido, avventurarsi nell’ignoto che, quando viene nascosto o negato appare irresistibile e seducente. 

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