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Alla ricerca di un albergo

Saliamo in macchina e, fatti soli pochi chilometri, ci imbattiamo in una nuova stranezza!
– Eh no ragazzi, dopo le rane questo cos’è?
Davanti a me si stava defilando una composizione bizzarra, coloratissima e, per dirla tutta, quasi minacciosa.

Sembravano dei draghi ma non lo erano, forse potevano essere dei vasi di fiori?
– Fermati!
– Perché?
– Quella è un’opera di Kasuma Yayoi soprannominata l’artista dei pois.
– Quelli che vediamo sono vasi di fiori. 
– Si certo ci vuole molta fantasia per immaginarlo.
– Però è molto particolare con tutti quei pois.
– Ah quindi tutti quei grandi punti disseminati ovunque sulla composizione avevano un nome! Si chiamavano pois.
– Li noti ovunque,  sul vaso,  sullo stelo dei  fiori ancora in bocciolo e anche nei pistilli che spuntano da quello più aperto.
– Di primo acchito mi era parso quasi inquietante, adesso ti confesso che incomincia a piacermi. Leggo che la grande artista è originaria di Matsumotu e che la città le ha dedicato un museo. Sarà certamente questo. Dai accosta la macchina che andiamo a visitarlo.
-Un museo? Ricordavo quello visto solo alcuni mesi fa a Monaco di Baviera, l’atmosfera che si respirava in quel luogo e, il mio totale disagio nel trovarmi dinanzi a quelle tele tanto decantate e a me del tutto incomprensibili
Chissà questo che sorprese mi riserverà. Mi ero detto.
Entriamo e piombiamo in un mondo di pallini bianchi, rossi, verdi, gialli… tanto da esserne quasi allucinati. Mi stavo chiedendo il perché ed ecco puntuale la spiegazione.
– L’artista ha iniziato a dipingere a soli sette anni, da quando ha avuto i primi disturbi mentali, successivamente all’età di dieci le allucinazioni la portarono a vedere pois rossi ovunque. E’ attraverso la pittura che è riuscita a esternare il suo complesso mondo interiore
.
– Qui si dice anche che nonostante la fama raggiunta, per sua scelta viva in un ospedale psichiatrico. Pensa che le sue opere vengono vendute a cifre inimmaginabili, una è stata battuta addirittura a 7,1 milioni di dollari.
– Certo però che al di là del successo, la sua deve essere una vita veramente difficile, convivere con una patologia che ti offusca la mente non deve essere certamente facile. Lei però, in un certo senso, può considerarsi una privilegiata perché è riuscita a crearsi un mondo tutto suo, chissà quanti come lei vivono la stessa situazione e non trovano via d’uscita.
– Usciamo ti prego, la sua storia mi ha rattristato, ho bisogno di una boccata d’aria. 
– Saliamo in macchina, e riprendiamo il viaggio, non abbiamo ancora scovato un albergo per la notte.
– Cerchiamolo sul cellulare, non sarà difficile individuarne uno nelle vicinanze.
 – Guarda ho trovato un ryokan, andiamoci.

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