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Eccoci in Giappone.

Alla fine di un nuovo interminabile volo, questa volta non privo di sorprese per improvvisi e inaspettati vuoti d’aria che mi hanno fatto sussultare non poco, finalmente tocchiamo terra.  
Abbastanza provati da tutte quelle ore di volo, salutiamo le hostess, entriamo nel tubo che da l’accesso al terminal e ci troviamo in un… nuovo mondo. Siamo all’aeroporto di Narita uno dei due scali di Tokio: quello per i voli intercontinentali.
– Eh no ragazzi! Mi ero abituato ai vostri scherzetti ma qui è veramente troppo! A Parigi il francese, A Monaco di Baviera il tedesco, a NewYork l’inglese, a Cancun lo spagnolo, ora boh…la lingua che parlano questi qui e veramente al di là di ogni immaginazione. Ma dove sono finito? Sarà veramente questo il Giappone?
– Eh sì dai discorsi dei due intuisco di essere proprio in quel paese. Sui tabelloni elettronici stanno scorrendo davanti a me dei simboli astrusi fatti da strani bastoncini incrociati che forse vogliono indicare qualche cosa e…
adesso come faremo ad uscire da tale ginepraio? Mi stavo chiedendo.
Sorpresa, sorpresa, la mia amica che non smette mai di stupirmi conosce il significato di quelle strane composizioni e in poco tempo ci troviamo davanti al tapirulan in attesa delle valigie.

Tempi di attesa brevissimi,  la proverbiale puntualità e precisione di quel popolo non era “leggenda metropolitana” ma pura realtà.

Comments

Admin
27 Giugno 2019 at 15:34

Anche tu mi stupisci ogni volta! Sei il mio primo commentatore, GRAZIE! Se vorrai seguire le avventure di Gipsy non ti resta che proseguire nella lettura.



Alberto
25 Giugno 2019 at 20:33

Mi stupisci ogni volta. Non dirmi che stai promuovendo il tuo Batimbo tradotto in giapponese. Buona continuazione e tanti saluti dalle risaie lomelline



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