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Si decolla

Raggiunti i posti assegnati, loro due si erano accomodati, si erano allacciate le cinture mentre gli amici ed io, passeggeri non paganti che ci trovavamo all’interno della borsa, come consuetudine trovavamo posto sotto al sedile di fronte. Sì perché per chi non conoscesse la mia storia a farmi compagnia nelle mie avventure ci sono gli amici di sempre: la truosse porta trucco, il portafoglio, l’agendina, le chiavi di casa, il pacchetto di fazzoletti di carta e…lui il telefono cellulare: quello strano oggetto che ora considero un grande amico ma che mi fece tanta paura al nostro primo incontro quando me lo trovai accanto, vibrante, luminescente e fastidiosissimo con quel suo suono penetrante.
In attesa della partenza ascoltavamo le solite frasi incomprensibili pronunciate dalle hostess fino a quando…eccolo quel tremolio esagerato, era il segno evidente che ci stavamo dirigendo verso la pista di decollo.
Non ci eravamo sbagliati, il grosso aereo si stava fermando ed era pronto per spiccare il volo. I motori spinti al massimo indicavano che attimi dopo saremmo saliti su su in cielo. L’aereo correva come una macchina impazzita, pareva non volesse mai staccarsi da terra, poi la salita, le virate e infine la stabilizzazione in quota. 

Dopo alcune ore atterravamo a Helsinky, il viaggio era stato piacevole senza imprevisti e soprattutto senza “scossoni” improvvisi! Una breve sosta poi di nuovo in volo.

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